Parlare di fitoterapia significa parlare del sistema di cura in assoluto più antico. Fin dalla Preistoria, l’uomo, spinto da un istinto primordiale, ricerca nella natura il rimedio ad ogni suo male. Prima ancora di imparare a tracciare graffiti o a darsi delle leggi, l’uomo impara ad usare le foglie di Coca per vincere la fatica, le radici di Ginseng per aumentare la propria energia, l’Arnica per curare gli effetti dei traumi, ecc….

Col passare dei millenni il confluire dell’esperienza delle più antiche ed importanti culture esistite sulla terra (Medicina tradizionale cinese, Medicina ayurvedica indiana, Medicine arcaiche messicane e peruviane, Sumeri e Assiro-Babilonesi, Ebrei, Egizi, Greci, Romani, Arabi, ecc…), dà origine ad una vera e propria metodica terapeutica che oggi è chiamata Fitomedicina.

Le fitomedicine possono essere ottenute partendo da piante o erbe fresche (tinture madri, macerati glicerici, oli essenziali, …) oppure da piante o erbe essiccate (infusi, decotti, estratti secchi, estratti fluidi, estratti titolati) e possono essere utilizzate nella terapia di quasi tutte le patologie oggi esistenti, nel rispetto dei ritmi fisiologici del nostro organismo, con un’azione meno aggressiva e meno intrisa da effetti collaterali rispetto ai farmaci di sintesi della medicina ufficiale.

La Scienza ha potuto analizzare i principi attivi contenuti nelle erbe e piante officinali e, grazie a numerosi studi clinici, è riuscita a testarne l’efficacia. Ippocrate di Cos (470 – 375 a.C.), definito “il padre della medicina”, soleva affermare che “… in herbae est vitam et salutem …” (nelle erbe c’è la vita e la salute).